La telepatia è una forma di comunicazione innata in tutte le specie. Non è infatti condizionata né dall’anatomia, né dalla biologia, piuttosto dipende dalla capacità di accedere al campo di coscienza in cui tutti gli esseri sono immersi. Gli animali comunicano telepaticamente tra individui della stessa specie ma non solo. Lo fanno, infatti, anche con soggetti di altre specie, tra questi gli umani, quando viene data loro la possibilità.

african-bush-squirrel-con-persona_paraxerus-african-squirrel-child-s-face-160411Secoli di formazione intorno a principi riduzionistici e meccanicistici hanno portato al massimo sviluppo del pensiero dualistico e analitico che la maggior parte di noi riconosce come fondante l’approccio razionale. Senza volerne disconoscere l’importanza e le tante ricadute positive per l’umanità, da decenni una parte significativa, seppure ancora minoritaria, del mondo scientifico sta tuttavia mettendo in discussione la visione del mondo, di noi stessi e di tutto ciò che ci circonda che in quell’approccio trova i suoi fondamenti.

Ricerche di frontiera in fisica, in biologia e anche in medicina lanciano oggi una sfida aperta alla percezione del mondo che abbiamo sin qui maturato. Al punto che la capacità delle particelle subatomiche di comunicare tra loro informazioni in modo istantaneo, indipendentemente dal tempo e dallo spazio che le separa – fenomeno noto come entanglement in fisica quantistica – viene sempre più spesso richiamata per comprendere esperienze anche nel mondo macrocosmico di cui i nostri cinque sensi non danno ragione.

Stiamo, per così dire, passando da una visione della realtà composta da singoli elementi separati nello spazio e nel tempo che interagiscono per lo più in modo meccanicistico, a una concezione olistica della vita, in cui la cooperazione e la interconnessione tra tutto ciò che esiste trova il suo fondamento scientifico nell’assenza di confini tra ciò che non è materia e il mondo fisico.

L’istituto di ricerca californiano, HeartMath Institute, ha scoperto, ad esempio, che quando le persone si trovano in uno stato di cosiddetta “coerenza cardiaca” – ossia provano sentimenti positivi, amore, misericordia, benevolenza, apprezzamento – il cuore invia un segnale elettromagnetico nell’ambiente e le persone stesse sono più sensibili a percepire sensazioni e stati emotivi degli altri, indipendentemente da altri fattori, quali il linguaggio del corpo.

uomo-con-gatto_pexels-photo-241734Ma non solo! Stanno dimostrando che per comprendere le funzioni cerebrali, è importante capire il ruolo del cuore e della relativa rete neuronale che invia segnali al cervello. Lo spostamento dei ritmi generati dal battito del nostro cuore verso la coerenza cardiaca accresce, infatti, le capacità cognitive e, soprattutto, quelle intuitive.

Sempre più frequenti, nella letteratura scientifica, sono i riferimenti all’intelligenza intuitiva, intesa non solo come conoscenza implicita e come sensibilità energetica, ma anche come intuizione non locale. Ossia come quel tipo di conoscenza che non può essere spiegata attraverso segnali ambientali o informazioni dimenticate e accatastate da qualche parte nella nostra mente.

Di più! Sempre secondo gli studi condotti dall’HeartMath Institute, la capacità di ricevere e processare informazione con riferimento a eventi non locali, sembra essere una proprietà comune a tutte le organizzazioni biologiche e fisiche poiché nell’Universo tutto è interconnesso.

Possiamo così spiegare scientificamente la comunicazione telepatica? Probabilmente no. Almeno non ancora. Ma certamente ormai numerose e accreditate ricerche scientifiche di frontiera supportano quel cambio di logica necessario per accogliere senza pregiudizi accadimenti che non possono essere confinati tra le “casualità della vita”, o altrimenti spiegati secondo le categorie ancora dominanti.

“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono” diceva Albert Einstein. Non è dunque forse tempo di aprire il cuore per sviluppare l’intelligenza intuitiva? Un primo passo per fare esperienza della connessione con tutto ciò che vive e ritrovare così la strada di Casa.

Nicoletta Toniutti – Comunicatrice Telepatica con gli Animali

Letture di approfondimento:

– Braden Gregg, La Matrix Divina, Macro Edizioni (2007)

– Goswami Amit, Evoluzione Creativa. La soluzione di un fisico tra darwinismo e creazionismo, Edizione Mediterranee (2013)

– McCraty Rollin, Childre Doc, The Intuitive Heart. Assessing Inner Guidance to Raise Our Consciousness Baseline, HeartMath Institute (2014)

– McTaggart Lynne, The Field. Il Campo del Punto Zero, Macro Edizioni (2002)

– Poli Erica Francesca, Anatomia della Coscienza Quantica, Anima Edizione (2016)

– Sheldrake Rupert, I poteri straordinari degli animali. Cani telepatici, gatti che prevedono i terremoti, tartarughe che ritrovano la strada, Oscar Saggi Mondadori (2002)

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