Pur riconoscendo l’innegabile valore delle conoscenze acquisite in secoli di ricerche e studi da parte di insigni menti, alcune inaspettate scoperte – tra queste la telepatia animale – scuotono le fondamenta delle certezze su cui abbiamo costruito la nostra percezione della realtà.

Ad esempio, è sempre più evidente che il concetto di mente relegata alla struttura fisica del cervello limita la comprensione di ciò che realmente siamo e di ciò che accade in noi e attorno a noi. Da tempo, infatti, le neuroscienze si stanno interrogando su cosa realmente sia la mente e, ad oggi, sebbene manchi un consenso unanime, una significativa componente della comunità scientifica concorda nell’affermare che la mente non è confinabile all’interno del cervello. S’incomincia a parlare, infatti, di mente estesa, di un campo d’informazione cui attingiamo costantemente sebbene in forma inconsapevole.

Lo stesso fenomeno quantistico dell’entanglement – termine coniato da Erwin Schrödinger, uno dei padri fondatori della fisica quantistica, per identificare il fenomeno secondo cui due frammenti elementari di luce, i fotoni, sono in grado di comunicare istantaneamente (azione diretta a distanza) indipendentemente da dove si trovino nello spazio – oggi si applica anche a atomi e molecole complesse, arrivando così a interessare gli organismi superiori. Studiosi – tra cui il premio Nobel per la fisica Brian Josephson – affermano che la connessione quantistica all’interno e tra i sistemi viventi, il cosidetto bio-entanglement, potrà spiegare le proprietà olistiche della vita stessa. Sull’onda di questa linea di ricerca non mancano importanti ricadute pratiche. E’ il caso, ad esempio, della biorisonanza, grazie alla quale è possibile curare esseri umani e animali anche a distanza.

E che dire delle più recenti scoperte scientifiche in ambito cosmologico di Eric Verlinde che approdano a una concezione della teoria della gravità talmente rivoluzionaria da spiegare l’attrazione tra corpi non più come una forza fondamentale della natura ma come una proprietà emergente dello spazio-tempo in cui si verificano cambiamenti nella distribuzione dei bit d’informazione in esso archiviati?

Sono queste solo alcuni degli imprevedibili – o persino assurdi secondo il senso comune – approdi della scienza di frontiera, accomunati dalla caratteristica che osservazioni ritenute prive di fondamento scientifico fino a un tempo relativamente recente vengono ora (ri)prese seriamente in considerazione.

Come affermava il noto fisico David Bohm: “A lungo andare è molto più pericoloso aderire all’illusione che affrontare la realtà”. Già, perché il non riuscire (ancora) a spiegare un fenomeno non implica che questo non sia reale e che non sia scientificamente dimostrabile in un prossimo futuro. E’ utile, e quindi saggio, riconoscere che la scienza è in divenire costante e che il suo vero compito è interrogarsi e investigare senza condizionamenti e limitazioni che sono sempre il frutto d’ideologie finalizzate alla costruzione di quelle “certezze” su cui abbiamo fondato il nostro più o meno rassicurante senso della realtà e modello di vita.

Giova anche riflettere sul fatto che la comunicazione telepatica è stata utilizzata a lungo e con successo in ambito militare negli anni della guerra fredda e che il remote viewing, una metodologia per sviluppare la capacità di visione a distanza, viene ancora attualmente insegnata sotto copertura dei servizi segreti U.S.A.

Ma per rimanere aderenti alla domanda da cui questo breve articolo origina, è d’obbligo ricordare gli studi sulla telepatia animale di Rupert Sheldrake. Affermato biologo britannico, laureato a Cambridge e Harvard, già membro della Royal Society, noto per aver ripreso e sviluppato la teoria dei campi morfogenetici e considerato uno degli evoluzionisti più brillanti della sua generazione, non solo ne ha dimostrato l’esistenza ma quanto la comunicazione telepatica con gli animali sia diffusa. Ben oltre ciò che i più immaginano!

I poteri straordinari degli animali. Cani telepatici, gatti che prevedono i terremoti, tartarughe che ritrovano la strada vuol essere – nelle intenzioni di Sheldrake – “un riconoscimento: dare atto che gli animali possiedono capacità che noi abbiamo smarrito. Ciascuno di noi ne ha in parte perduto la memoria ma in fondo ne è da sempre consapevole”.

Nicoletta Toniutti

 

Per chi desiderasse approfondire, utile lettura è: Menti Interconnesse. Entangled Minds. I fenomeni psichici spiegati dalla fisica quantistica di Dean Radin, Edizioni Mediterranee, Roma, 2013.

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